Sicurezza informatica: consigli per imprenditori distratti che lasciano aperta la porta di casa quando escono.

Di nuovo ci risiamo.

Molti imprenditori della PMI sono recidivi su questo tema e mi pongono tante domande, ma io adesso ne faccio una molto semplice a voi: quando uscite di casa, la porta, quella che avete super-blindato, con 10 giri di chiave, spioncino panoramico e rostri anti-scasso, la chiudete oppure la lasciate aperta? La chiave la lasciate nella serratura oppure la custodite con cura?

Faccio questo banale esempio perché voglio trasmettere un semplice messaggio: in azienda, la “porta” della vostra connessione internet ha necessità della stessa cura della vostra porta di casa. Tenete ben presente che i furti nella abitazioni non avvengano solo nelle dimore di ricchi possidenti o delle persone molto in vista (i VIP per capirci), al contrario colpiscono tutti senza distinzione alcuna, anzi, addirittura, spesso le case più grandi ed importanti sono anche molto difese, controllate e quindi pericolose per i malintenzionati che si vogliono intrufolare.

Spesso mi sento dire – ma perché devono “entrare” proprio da me, perché un hacker attraverso internet dovrebbe entrare proprio nella mia azienda, io non sono nessuno, non ho informazioni importanti o che possono far gola a qualcuno -.

Certo, è vero, magari l’azienda è piccola e fa un prodotto o fornisce un servizio come fanno tanti altri, nessun concorrente spenderebbe un euro per carpirvi segreti (ne siete proprio sicuri sicuri?), mettiamo da parte il fatto che nelle vostre aziende possano esserci “informazioni di interesse nazionale”. Ma allora perché “bucare” proprio voi? Anzi, perché entrare proprio da te?

Ecco la risposta.

Perché se “bucano” te poi usate te (i tuoi dati, i tuoi servizi internet per esempio) per mandare email ovunque ed infettare o fregare quanta più gente possibile.

Hai ragione, non gli frega proprio niente di te, ma ti useranno per fare i loro porci comodi e tu contribuirai a tua insaputa a rendere internet un posto meno sicuro per tutti.

Attraverso di te faranno spamming con email infette e pericolose bloccando decine di computer, attraverso di te spediranno file in allegato con malware che creeranno gravi danni alle imprese, attraverso di te spediranno email di fishing per rubare username e password di conti bancari o carte di credito a persone come te e magari gli svuoteranno i conti correnti.

Ovviamente i contatti della tua rubrica aziendale saranno le prime vittime, clienti, fornitori, amici, tutti insomma. E quando lo faranno, stai tranquillo che lo faranno veramente bene, saranno in molti a cascarci purtroppo clienti e fornitori compresi, ad esempio, se un tuo cliente riceve una email che arriva dalla tua azienda dove c’e’ scritto “in allegato ultima fattura corretta”, pensi che l’aprirà oppure si farà problemi e sospetterà qualcosa? Te lo dico io che cosa farà, aprirà la mail, aprirà l’allegato, infetterà il suo PC e la sua rete e poi ti ringrazierà, certo, ti ringrazierà della bella sorpresa.

Ma i problemi non sono finiti qui. La mattina arrivi in azienda, non va internet, ti incavoli, chiami il fornitore e lui ti dice che sei momentaneamente bloccato perché ti hanno chiuso l’accesso a causa di un attacco hacker verso qualcuno partito dalla tua rete.

Se ti è andata bene non è successo niente ai tuoi file (ma hai solo infettato mezzo mondo!), se invece ti è andata male, oltre ad averti usato per fare quello che volevano, ti hanno rubato l’identità digitale ed hanno criptato tutti i file aziendali e nessuno lavorerà per un bel po’.

Ancora troppi imprenditori si muovono tardi, quando il danno è avvenuto e non c’e’ più niente da fare, i dati sono persi e si devono recuperare le copie di backup (che magari non sono aggiornate!), quando i clienti hanno già ricevuto le vostre email infette ed avete fatto la figura dello sprovveduto (potrei usare altre parole più convincenti ma non lo faccio), a proposito, quanto vale in termini di immagine e conseguentemente di “portafoglio” questo fatto? Mettette tutto nel conto, i dati persi, le giornate a recuperare il lavoro già fatto con spreco inutile di denaro, le comunicazioni interrotte perché siete momentaneamente isolati ed i fastidi che creerete a clienti e fornitori, mettete in conto tutto e pensate se forse, uscendo di casa, era meglio averla chiusa quella porta, non credete?

Si, avete capito bene, state rischando che, letteralmente, vi stiano “svaligiando” casa e voi continuate a dimenticare uscendo la porta aperta…Con ve la prenderete dopo?

Perché scrivo queste cose?

Perché il mio lavoro è anche quello di aiutarvi a comprendere bene cosa è meglio fare nelle vostre imprese per non avere questi problemi, io mi occupo di Sicurezza Attiva.

La protezione degli asset informatici della tua azienda passa attraverso semplici misure di carattere tecnico ed organizzativo. Per implementare una Sicurezza Attiva e proteggere oggi la tua rete da virus, malware e altre minacce sono sufficienti dei dispositivi con piattaforma di sicurezza Unified Threat Management (UTM), semplici da installare e configurare, veloci ed economici.

Con le apposite appliance all-in-one in versione hardware, software oppure in cloud, possiamo offrire una protezione completa: filtro web e mail, VPN, intrusion prevention (IPS), gestione della banda disponibile e molto altro.

Grazie alla gestione centralizzata siamo in grado di monitorare la vostre reti e lo stato dei dispositivi UTM al fine di mantenerli sempre aggiornati ed in piena efficienza per una protezione sicura e continuativa.

Per informazioni: giancarlo.cungi@infoitalia.com

Posted on: 6 dicembre 2016, by :

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